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APPRENDIMENTO COOPERATIVO E COMPUTER
Anthony Kaye |
Da Tecnologie Didattiche N.4 , Autunno 1994, pag. 9-21 |
| insegnanti > progetti |
Fa anche notare che l'uso a scuola dei computer
e della tecnologia dell'informazione ha indotto una crescita di metodi di apprendimento
collaborativo e di lavoro di gruppo intorno al computer.
Ci sono pressioni socioeconomiche che favoriscono lo sviluppo di programmi flessibili
di educazione, addestramento e riconversione. Un modo di introdurre la flessibilità
è fornire ambienti in cui gli esperti sono consultabili attraverso una
rete di comunicazione. La tendenza di molte grandi organizzazioni a passare
da strutture gerarchiche a organizzazioni cellulari e reticolari e l'enfasi
crescente sull'importanza del lavoro di gruppo forniscono un clima positivo
in cui possono svilupparsi metodi di apprendimento collaborativo .
L'influenza della tecnologia sui metodi, i sistemi e il software che può
essere usato per l'educazione e la formazione riguarda:
La comparsa sul mercato di "teleputer" multimediali che possono essere usati per tutte le applicazioni tradizionali dei PC, per la ricezione dei segnali radio e televisivi e come centri di comunicazione personali, con audio e videotelefoni, ed anche per comunicazione asincrona (fax, posta elettronica, computer conferencing, accesso a banche dati remote etc.).
In parallelo con queste tendenze, sulla formazione e l'addestramento a distanza1 avranno un influenza significativa alcuni sviluppi nelle reti di comunicazione pubbliche e private:
Nello stesso tempo si assiste a un tentativo
di cercare di identificare opportunità commerciali rimunerative da parte
di consorzi e gruppi operanti nel settore delle telecomunicazioni, come compagnie
di TV via cavo, imprese che si occupano di media e di intrattenimento, aziende
produttrici di apparecchiature elettroniche. La formazione a distanza è
vista come un mercato potenzialmente remunerativo dalle società di telecomunicazione
e dagli operatori nel settore delle reti telematiche. In Europa, sia la British
Telecom che la France Telecom guardano alle società di formazione e addestramento
come clienti per i servizi ISDN. In Nord America, la US West vede l'educazione
a distanza come un'area chiave di sviluppo per i diversi servizi telematici.
Con il miglioramento e la crescente economicità della video e audio conferenza,
il suo uso a scopi organizzativi si sta già diffondendo nell'aggiornamento
e nello sviluppo dei quadri aziendali. In parallelo, c'è stata una crescita
continua nell'uso della teleconferenza nell'educazione e nella formazione. Sistemi
personali di teleconferenza sono già disponibili e per molte organizzazioni
si avviano ad essere funzionalità standard dei loro sistemi di elaborazione
in rete telematica: un analista prevede una crescita dei sistemi personali di
videoconferenza (che include altri aspetti come lavagne elettroniche, condivisione
dello schermo etc.) da 10.000 nel 1994 a circa 800.000 nel 1997 (Reinhardt,1993).
Apprendimento collaborativo
Ciò che distingue le comunità collaborative dalla gran parte delle
comunità è il desiderio di costruire nuovi significati del mondo
attraverso l'interazione con altri. La comunità collaborativa diventa
un mezzo sia per conoscere se stessi sia per esprimere se stessi.(Schrage, 1990,
p.48)
...I computer possono fornire un ambiente conversazionale in cui chi apprende
può applicare conoscenza a problemi e considerare le sue azioni come
eventi riusabili. Chi apprende può controllare il proprio apprendimento,
apprendere da altri, sviluppare abilità metacognitive come il riflettere
sulle proprie azioni ... Crediamo che una costruzione collaborativa della conoscenza
che coinvolga sia i docenti che gli studenti dovrebbe essere supportata da opportuni
ambienti didattici[...] Gli ambienti collaborativi per la costruzione della
conoscenza fanno sì che tutti i membri di una classe o di un gruppo di
apprendimento possano confrontare le loro interpretazioni. E' importante per
l'acquisizione di una conoscenza avanzata che chi apprende comprenda che per
ogni oggetto o evento esistono interpretazioni multiple. Queste interpretazioni
possono essere dissonanti o consonanti, ma esse riflettono la complessità
naturale che definisce i domini di conoscenza più avanzati. Gli ambienti
collaborativi mettono in grado coloro che apprendono di identificare e riconciliare
questi diversi punti di vista al fine di risolvere i problemi. (Jonassen et
al, 1993) ![]()
Una lezione o un meeting possono essere un modo
efficace di trasmettere e condividere informazioni, ma sarebbe un errore se
i partecipanti pensassero che essi stanno in qualche modo collaborando tra di
loro nel processo di apprendimento.
Molte persone ingannano solo se stesse quando pensano di lavorare con altri,
mentre invece stanno solo pronunciando parole. I modi tradizionali del discorso
non catturano in nessuno modo la sottigliezza, l'ampiezza, il potere e il grado
di interazione necessario per una efficace collaborazione. Le presentazioni
e i modi usuali delle comunicazioni stanno alla collaborazione come i segnali
di fumo stanno al cinema epico; gli sbuffi di fumo nel vento proprio non sono
così pieni di colore e commoventi come Via col vento. In realtà
la collaborazione richiede un coinvolgimento di ordine superiore e un approccio
differente nel condividere e creare informazione (Schrage, 1990, p.29)
Collaborare (co-labore) vuol dire lavorare insieme,
il che implica una condivisione di compiti, e una esplicita intenzione di "aggiungere
valore" - per creare qualcosa di nuovo o differente attraverso un processo
collaborativo deliberato e strutturato, in contrasto con un semplice scambio
di informazioni o esecuzione di istruzioni. Un'ampia definizione di apprendimento
collaborativo potrebbe essere l'acquisizione da parte degli individui di conoscenze,
abilità o atteggiamenti che sono il risultato di un'interazione di gruppo,
o, detto più chiaramente, un apprendimento individuale come risultato
di un processo di gruppo (Kaye, 1992). Una collaborazione di successo prevede
un qualche accordo su obbiettivi e valori comuni, il mettere insieme competenze
individuali a vantaggio del gruppo come un tutt'uno, l'autonomia di chi apprende
nello scegliere con chi lavorare e la flessibilità nell'organizzazione
di gruppo. I fattori identificati da Schrage (Schrage, 1990, cap 11) che determinano
il probabile successo di qualsiasi forma di collaborazione sono indubbiamente
rilevanti per le attività di apprendimento collaborativo. Questi includono:
la competenza tra i membri del gruppo, un obiettivo condiviso e compreso; mutuo
rispetto e fiducia; la creazione e la manipolazione di spazi condivisi; molteplici
forme di rappresentazione; costante - ma non continua - comunicazione; ambienti
formali e informali; chiare linee di responsabilità, ma non confini restrittivi;
l'accettazione che le decisioni non devono essere basate sul consenso e che
la presenza fisica non è necessaria; l'uso selettivo di persone al di
fuori del gruppo; la consapevolezza che la collaborazione termina quando i suoi
obiettivi sono stati raggiunti.
In un contesto educativo, il successo dell'apprendimento collaborativo dipende
da un certo numero di fattori importanti, non ultimo dei quali è la struttura
dentro cui i processi di gruppo hanno luogo e il modo in cui questi vengono
gestiti. Il ruolo del tutore come facilitatore e organizzatore è cruciale,
nel formare i gruppi, nello strutturare le attività e nel supportare
il lavoro del gruppo attraverso l'osservazione e il feedback, la valutazione
del successo o il fallimento dei processi di gruppo e dei contributi individuali
a essi. Per esempio un aspetto importante nel processo di gruppo, che deve essere
tenuto in considerazione dal docente, è fare in modo che i membri di
un gruppo che lavorano in parallelo su un compito si aiutino l'un l'altro, o,
se differenti compiti vengono dati a differenti membri (specializzazione dei
compiti), verificare che alla fine i risultati siano messi insieme. Alcuni ricercatori
(come Hooper, 1992) chiamerebbero "apprendimento cooperativo" l'approccio
in cui ciascun membro esegue un compito diverso e riserverebbero il termine
"apprendimento collaborativo" per i casi in cui ciascun membro lavora
in parallelo sullo stesso compito, nello stesso tempo condividendo le proprie
acquisizioni e le difficoltà con gli altri membri del gruppo.
Aspetti teorici e di ricerca
L'interesse per l'apprendimento collaborativo e i suoi supporti tecnologici
sembra essere associato con un certo numero di assunzioni collegate a varie
prospettive teoriche. Quelle che seguono sono solo alcune di queste assunzioni:
- Dalla conversazione, dal confronto, dal dibattito e dalla discussione (sovente
non pianificata e talvolta strutturata) tra studenti, tra pari, tra colleghi,
tra esperti e tra docenti scaturisce un apprendimento assai significativo e
una comprensione profonda; l'apprendimento è essenzialmente un'attività
che si svolge in comune (Bruner, 1984) e che coinvolge la costruzione sociale
della conoscenza.
- La collaborazione tra pari nell'apprendimento aiuta a sviluppare abilità
e strategie generali di problem solving attraverso l'interiorizzazione di processi
cognitivi impliciti nell'interazione e nella comunicazione (Damon, 194; Vygosky,
1978).
- I punti di forza dell'apprendimento collaborativo attraverso la discussione
e la conversazione includono la condivisione di diverse prospettive, l'obbligo
di esplicitare e comunicare a altri la propria conoscenza e comprensione attraverso
la verbalizzazione o la scrittura (Vygosky, 1962) e il valore motivante di essere
un membro di un gruppo vivace (Rogers, 1970).
- Molte attività prevedono lavoro di squadra e di gruppo, e i risultati
del lavoro spesso dipendono pesantemente da una collaborazione fruttuosa con
i colleghi; l'educazione formale dovrebbe preparare le persone a lavorare insieme
proficuamente in gruppo.
- Gruppi di adulti che seguono programmi educativi o di addestramento, specialmente
programmi di aggiornamento in servizio, spesso hanno un prezioso bagaglio di
conoscenza personale e di esperienza da mettere in comune (Knowles, 1970).
- Al di là dell'educazione formale (in generale nella società,
nelle organizzazioni), molta parte dell'apprendimento deriva da interazioni
informali all'interno di gruppi e dall'aiuto e dal supporto fornito da pari
e da colleghi, attraverso quella che Illich (1971), molti anni fa, chiamò
"rete di apprendimento".
Comunque non è sempre facile progettare ambienti di apprendimento basati
su queste assunzioni:
- Molta pratica educativa assume un modello trasmissivo, con tutta l'autorità
e la conoscenza investita nel docente; come risultato, può essere spesso
difficoltoso usare una discussione di gruppo costruttiva come mezzo di apprendimento
(Beard and Hartley, 1984).
- L'esperienza di lavorare o apprendere in gruppo può essere associata
con cadute d'attenzione e perdite di tempo (Steiner, 1972) ed essere frustrante,
costosa in termini di tempo, conflittuale.
- le acquisizioni della ricerca sui risultati educativi e i metodi di apprendimento
collaborativo sono controversi, alcuni ricercatori suggeriscono che la competizione
individuale produce risultati migliori che le condizioni di gruppo, altri sostengono
che non c'è una differenza significativa, altri mostrano una tendenza
opposta (Webb, 1982); in una situazione scolastica, sembra che metodi di apprendimento
cooperativo migliorano i livelli dei risultati solo se incorporano obiettivi
di gruppo e riconoscimento individuale (Slavin, 1990).
- L'ampliamento di possibilità per collaborazione di gruppo all'interno
del sistema esistente può portare al rigetto, perché le nuove
opportunità possono scontrarsi con le pratiche lavorative tradizionali,
i metodi di valutazione o le gerarchie.
Insomma, i seguenti sette elementi sono tra
i più importanti nel cercare di definire il settore dell'apprendimento
collaborativo:
L'apprendimento è un processo intrinsecamente individuale e non
collettivo, che è influenzato da una varietà di fattori esterni,
che includono le interazioni di gruppo e interpersonali.
Le interazioni di gruppo e interpersonali prevedono l'uso del linguaggio
(un processo sociale) nella riorganizzazione e modifica di comprensioni individuali
e strutture di conoscenza, così l'apprendimento è ad un tempo
un fenomeno privato e sociale.
Apprendere in modo cooperativo implica scambio tra pari, interazione
tra eguali, una negoziazione fruttuosa di relazioni di potere all'interno del
gruppo e un'intercambiabilità di ruoli.
La collaborazione implica sinergia e assume che in qualche modo "il
tutto è di più della somma delle singole parti", cosicché
l'apprendimento collaborativo ha il potenziale di produrre un guadagno superiore
all'apprendimento da solo.
Non tutti i tentativi di apprendimento collaborativo avranno successo:
in alcuni casi la collaborazione può portare alla conformità,
a perdite di tempo, mancanza di iniziativa, conflitto incomprensioni e compromessi
e i potenziali benefici non sempre sono realizzati.
L'apprendimento collaborativo non sempre implica apprendere in un gruppo
organizzato, ma significa essere capace di affidarsi ad altre persone per avere
un supporto al proprio apprendimento e per dare feedback, come e quando necessario,
all'interno di un ambiente non competitivo.
Qualsiasi compito o processo collaborativo ha una durata definita, un
inizio e una fine, e la natura delle interazioni di gruppo e i bisogni del supporto
del gruppo cambieranno in questo arco di tempo.
Vale la pena di sviluppare l'ultimo punto, perché ha una relazione con
le tecnologie e i sistemi usati per supportare e mediare la collaborazione.
Un gruppo è un'entità socialmente costituita, aggregata per un
dato periodo di tempo per uno scopo specifico. Un'attività di gruppo
(McGrath, 1990) può essere vista in termini di:
Durante il periodo di un progetto di gruppo,
in ogni momento bisogna badare al dinamico bilanciamento delle funzioni di produzione,
di supporto e anche di quelle funzionalità che permettono all'utente
di trovarsi a proprio agio. La natura dei compiti, i passi che li compongono,
il tipo di strumenti di supporto e dei sistemi necessari, varieranno durante
ciascuna delle classiche quattro fasi del processo di gruppo (aggregazione,
libero scambio di idee, definizione di regole, realizzazione') in funzione del
relativo bilanciamento delle funzioni in ciascuna fase. Per esempio, nella prima
fase, in generale sarà necessario un ambiente interpersonale e sociale
ricco dal punto di vista della comunicazione (per esempio una serie di incontri
faccia a faccia e di attività sociali); mentre nelle ultime due fasi
potrebbe giocare un ruolo molto più importante il supporto della tecnologia.
Tecnologie per l'apprendimento collaborativo supportato dal computer
Ci sono tre classi di tecnologie che, combinate, possono fornire ambienti software
per supportare attività di gruppo (gruopware) adatti per l'apprendimento
collaborativo (Eijelenburg et al, 1992):
-sistemi di comunicazione (sincroni: testo, audio, audio grafica e comunicazione
video; asincroni: posta elettronica, computer conferencing messaggi sonori e
fax)
-sistemi per la condivisione di risorse (sincroni: condivisione dello schermo
e lavagna elettronica, strumenti per la rappresentazione di progetti; asincroni:
accesso ai sistemi di file e banche dati).
- Sistemi di supporto a processi di gruppo (sistemi per la gestione dei progetti,
calendari condivisi, sistemi per la produzione, strumenti di votazione, strumenti
per la generazione di idee e per discussioni a ruota libera).
Prima, questi strumenti per lo più erano usati in modo indipendente e
naturalmente i classici sistemi audio, audio grafici e di videoconferenza erano
usati molto prima dell'avvento dei personal computer multimediali. Tuttavia,
la maggiore differenza qualitativa nel potenziale educativo dell'apprendimento
collaborativo e del lavoro di gruppo supportati dal computer deriva dall'aver
integrato queste tre classi di tecnologie in un ambiente unico basato sul computer,
o in centri di risorse educative. Questa affermazione è confortata dall'evidenza
delle sperimentazioni di ambienti collaborativi sui luoghi di lavoro: per esempio
gli esperimenti condotti allo Xerox PARC dal 1985-1987, quando fu usato un "media
space" basato su collegamenti video per il coordinamento di lavoro di gruppo
tra i membri di un laboratorio suddiviso su due diverse località: Palo
Alto in California e Portland in Oregon (Bly et al, 1993). Sebbene il sistema
sia stato giudicato eccellente per mantenere i contatti tra i membri del gruppo
sia attraverso comunicazioni informali che incontri formali, uno dei problemi
incontrati è stata la mancanza di strumenti condivisi (come una superficie
per disegnare condivisa) per il lavoro collaborativo - puntare la videocamera
sulla lavagna sul muro è un povero sostituto rispetto a una risorsa informatica
condivisa. Il lavoro svolto alla Hewlet-Packard, che ha affrontato questo aspetto
da una differente prospettiva, cioè attraverso l'aggiunta di un collegamento
audio e video a una lavagna elettronica su una rete telematica locale, ha mostrato
il valore del video nel mantenere la comunicazione (spesso inconscia) durante
la realizzazione di un compito del gruppo e per le comunicazioni informali non
di lavoro (Gale, 1991).
Come ha dimostrato Vallée (Vallée , 1992), è elevato il
numero possibile delle configurazioni di groupware multimediale ottenute combinando
queste varie tecnologie: la sfida per i progettisti di sistemi risiede nel mettere
insieme specifiche combinazioni in sistemi integrati che forniscano un supporto
adeguato ai processi sociali, educativi e di gruppo implicati in attività
di CSCL. A questo proposito, molti concetti e idee utili riguardo al software
possono essere derivate dalla precedente ricerca nel settore del lavoro collaborativo
supportato dal computer, CSCW (Computer Supported Collaborative Work).![]()
E' proprio perché ero atterrito dai silenzi che cercammo di definire
una pedagogia dell'azione [....] Evito i silenzi ponendo domande molto puntuali
[....] Ho bisogno di mantenere un frequente contatto verbale con i miei studenti
[....] Vario gli esercizi e cerco continuamente di stare attorno ad ogni studente,
per compensare la mancanza di gesti ...E' una forma di insegnamento più
personale e lo sforzo di concentrazione ci impedisce di distrarci [....] Sentire
il discorso degli altri è bene per notare i nostri errori, e l'uso del
telefono ci rende più attenti a ciò che gli altri dicono [....]
il telefono ci forza a parlare ( tradotta da Kaye and Kerbrat, 1992).
L'impatto a lungo termine è una pedagogia
centrata su una interazione nel gruppo, dove il docente è un facilitatore
e un regolatore della discussione; ciò mette in questione i metodi di
insegnamento tradizionali (dove i docenti dominano e gli studenti sono passivi)
e li rimpiazza con una pedagogia attiva (tradotto da Laure, 1993).
Ma dalle valutazioni delle videoconferenze emerge anche che i tutor e gli studenti
non possono aspettarsi di replicare i modelli e gli stili di una classe 'faccia-a-
faccia', anche se hanno qualche contatto visivo.
...la tecnologia della videoconferenza digitale compressa richiede una metodologia di insegnamento diversa da tutte quelle prima usate dai docenti. Necessita di differenti modi di interazione, differenti modi di muoversi, diversi modi di presentare l'informazione e differenti modi di giudicare il significato dei messaggi in entrambe le direzioni (Schriller e Mitchel, 1992).
Nelle situazioni tipiche di audio e video conferenza,
il docente o il tutor deve gestire un gruppo che è fisicamente presente
e uno o più gruppi remoti: ciò cambia completamente i modelli
che si incontrano in situazioni di classe, e solleva il problema di quale sia
il gruppo a cui il docente dovrebbe rivolgersi prioritariamente, come anche
la ulteriore complessità dei canali di comunicazione (spesso molto limitati)
tra i membri del gruppo nei diversi luoghi. Questi fattori, di nuovo, pongono
la necessità di cambiare gli stili di insegnamento e di interazione.
Nel caso della comunicazione di gruppo asincrona, basata solo su testo, c'è
una divergenza ancora maggiore dagli approcci convenzionali in classe: così
dice un professore universitario di storia che usa le conferenze telematiche
per gli studenti che non vivono nel campus:
...Parlo a titolo personale. Quando cominciai
a usare la comunicazione mediata dal computer (CMC) una dozzina di anni fa,
pensavo di riprodurre con gli studenti lontano dal campus le stesse interazioni
di quando facevo lezione in classe. Non avevo nessuna intenzione di usare questo
tipo di comunicazione per modificare ciò che facevo o come lo facevo.
Ma senza volerlo, di fatto successe proprio questo. (Coombs, 1992)
Nella normale vita accademica (primaria, secondaria, terziaria e oltre) il dialogo
orale di solito porta alla attività dello scrivere per valutare o pubblicare,
mentre nel CMC è il dialogo scritto (io l'ho chiamato "dire-scrivendo")
che porta all'attività dello scrivere per valutare o pubblicare. Ed è
proprio questo "dire-scrivendo" che fa sì che la discussione
proceda al rallentatore - abbastanza veloce e spontanea per motivare la gente
a rimanere coinvolta e a rischiare con le idee, abbastanza lenta ( e questa
è una ulteriore dimensione offerta dalla comunicazione mediata dal computer)
per permettere alla gente di riflettere, durante (e soprattutto dopo) lo scambio,
sulla natura dello scambio stesso e sul suo significato. (McMahon e O'Neill,
1993).
I nuovi sistemi desktop multimediali per le
conferenze telematiche e quei sistemi in via di sviluppo che combinano in un
solo ambiente sia la comunicazione in tempo reale che quella in differita, richiederanno
un adattamento ancora maggiore negli stili di insegnamento e di apprendimento,
e svilupperanno ulteriormente le potenzialità di pedagogie innovative
e concettualmente avanzate. Si potrebbe sostenere che un sistema di supporto
alle attività di gruppo ben progettato potrebbe fornire un ambiente più
ricco di una situazione faccia a faccia per quanto riguarda la conversazione,
l'interazione e la discussione, e ciò per la possibilità di svolgere
attività in parallelo, per la possibilità di immagazzinare, organizzare
e recuperare informazione e per la possibilità di integrare le interazioni
in tempo reale e differito. Le ricche potenzialità di tali ambienti per
la comunicazione costituiscono una sfida sia per chi sviluppa software di supporto
alle attività di gruppo, sia per gli educatori.![]()
[traduzione a cura di Vittorio Midoro]
I copyright di questo articolo sono della Open University che gentilmente ci
ha concesso di tradurlo e pubblicarlo
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