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Lungo l'arco alpino vi sono numerose zone, poste a quota generalmente variabile
tra i 600 e i 2600 metri, in cui è possibile rilevare una grande quantità
di incisioni rupestri, che testimoniano l'esistenza in quei luoghi di antiche
popolazioni.
In Valcamonica esiste una continuità nell'abitudine di incidere sulla
pietra che inizia nel Paleolitico e termina nel Medioevo.
Le differenti epoche sono caratterizzate da stili differenti anche se la cultura
che produsse questo particolare modo espressivo corrisponde ad una sola popolazione
antica, quella del
popolo
dei Camuni.
Vedi anche: cronologia
Sulle rocce di questa valle è possibile leggere le vicende storiche dei
Camuni e rilevare le tracce della loro struttura sociale, del loro stile di
vita, delle loro concezioni religiose e delle loro conoscenze astronomiche.
I Camuni infatti osservavano il cielo e lo rappresentavano sulle rocce, orientavano
i luoghi sacri secondo le direzioni astronomiche fondamentali ed utilizzavano
la conoscenza dei cicli dei corpi celesti per misurare il tempo e pianificare
razionalmente la loro agricoltura.
Capo
di Ponte è il centro mondiale di arte rupestre e richiama ogni anno
turisti e studiosi provenienti da tutto il mondo.
Immerse nel bosco si trovano
raffigurazioni che testimoniano l'unicità e la continuità della
cultura camuna fino al periodo della conquista romana,avvenuta nel 16 a.C..
L’arte rupestre è espressione della cultura, della società
e dell’individuo che l’ ha creata, risultato di motivazioni emozionali
e concettuali, permette un contatto diretto, immediato, con l’artista
che ne istoriale figure sulle superfici rocciose alcuni millenni or sono e talvolta
ci rivela il suo pensiero, le sue preoccupazioni, suoi problemi.
Le
incisioni rupestri preistoriche assieme alle testimonianze della presenza umana
nell'ambiente alpino negli ultimi 10 mila anni, permettono di studiare come
l'uomo ha fatto la sua storia in questi millenni.
Si tratta di nuclei abitativi, aree sacre legate all'attività istoriativa,
zone agricole e boschive, tutte componenti di un ambiente che nei millenni hanno
mutato di funzione, ruolo, destinazione a seconda delle necessità economiche
e/o sociali.
Accanto a questi documenti spiccano le centinaia di rocce, incise dagli antichi
abitanti di questa valle alpina, che hanno utilizzato la roccia come supporto
concreto ed eterno per i loro messaggi verso l'aldilà, verso il divino
o il profano.
Per l'uomo preistorico la pietra ha simboleggiato il punto di collegamento,
di passaggio, tra il mondo dei vivi e quello dei defunti, tra il cielo (la vita)
e il sotterraneo (la morte).
Le motivazioni che stanno alla base dell’arte rupestre vanno infatti ricercate
nel mondo stregato e religioso: il segno permanente sulle rocce era mezzo di
comunicazione con forze “sovrumane”, la realizzazione della figura
era una sorta di invocazione simbolica, la sua elaborazione era frutto di complessi
simbolismi.
Le incisioni sono state
fatte su grandi superfici rocciose levigate in tempi lontanissimi dai ghiacciai.
Esse raffigurano:
![]() |
nella foto si intravedono tre figure appiedate con le braccia alzate, una delle quali con la lancia, e una su una cavalcatura |
| i Camuni incidevano
molto spesso le loro immagini in grandi raggruppamenti. Qui si vedono: molte persone e cavalcature. al centro della pietra il labirinto, in basso a destra un telaio |
![]() |
Le incisioni erano eseguite
da sacerdoti, gli unici che potevano farlo, inizialmente con strumenti in pietra,
solo più avanti gli uomini utilizzano attrezzi in metallo.
Probabilmente le incisioni venivano colorate con colori naturali, sia vegetali
che metallici, come: