
I Camuni
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Sul versante sinistro del fiume Oglio, partendo da nord si incontra il Piè,Campivo,Dos
dell’Arca,Naquane,Coren del Valento, e poi Zurlo e Foppe di Nadro e più
sopra, fino a 1000 metri sopra il livello del mare è collocata la fascia
istoriata posta all’interno della Riserva Incisioni Rupestri Ceto, Cimbergo,
Paspardo.
É un’area assai vasta e ricca, frequentata fin dal IV millenio
a.C. come area istoriativa, ricca di sentieri, muraglioni megalitici e resti
di abitati a dimostrazione di un utilizzo plurimillenario.
Accanto al fiume Oglio vi è Seradina.
Di notevole vi sono poi i Massi di Cemmo, Redondo, Cereto, Dos de Mirichì,
Bedolina.
La sola area aperta alla visita è il parco di Naquane.
Il Parco rappresenta la località con arte rupestre più nota della
Valcamonica.
È diventata nel 1958 Parco Nazionale a cura della Soprintendenza Archeologica
della Lombardia.
Numerose ed importanti le rocce istoriate, per la ricostruzione del ciclo culturale
camuno, ricche sia sotto l’aspetto cronologico sia tipologico.
Di fronte alla cascina di Naquane si trova la grande Roccia, la superficie più
riccamente. istoriata finora ritrovata nella zona
Al centro della roccia si trova il grande “guerriero etrusco” del
V secolo a.C. incisa accuratamente.
Al margine R. 50, un gruppo di 37 figure umane schematiche del neolitiche che
si suppone rappresentino un rito della comunità.
R. 24/ Sulla sinistra, una figura di carro a quattro ruote trasportato da due
cavalli, realizzata durante l’età del Ferro.
R. 32/ Nell’avallamento di questa roccia, una chiara combinazione riferibile
al Neolitico, descrive una celebrazione funebre o di guarigione: figure di donna
sono accanto ad un essere disteso, presso il quale un personaggio a braccia
levate è definito orante o sciamano.
R. 35/ Sulla roccia, oltre alla famosa “scena del fabbro”, una susseguirsi
di capanne e figure animali tutte riferibili all’età del Ferro.
Parco Nazionale
delle incisioni rupestri di Naquane |
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Il parco
è immerso nel verde della foresta di betulle, abeti bianchi e castagni
e le grandi pietre apparivano curiose ai nostri occhi, come se ci fossero
state portate apposta per stupire. Nel parco c’era silenzio: si sentiva solo il cinguettio degli uccelli e il parlare sommesso dei visitatori. In lontananza si sentiva appena appena il traffico, ma pareva lontano come di un altro mondo. Tutto dava l’idea di isolamento e invitava al raccoglimento, molto adatto a un luogo religioso come quello. Non ci è parso strano che questo sia un santuario della preistoria. |
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arrivo al parco |
nel parco Naquane |
| La prima roccia che abbiamo
visto era grande più di cinquanta metri, formata dalle piogge e dell’erosione
dei ghiacci. Sulla roccia c’erano dei simboli incisi fatti da uomini preistorici che rappresentavano animali,armi e utensili per la caccia, uomini che cacciavano e delle scritte. Poi siamo andati a vedere un’ara sacrificale. |
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nel parco Naquane |
nel parco Naquane |
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ara sacrificale |
scene di caccia |
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Nel Parco, in un riparo, c’era anche un pupazzo che rappresentava un uomo preistorico nell’atto di incidere sulla pietra momenti della sua vita quotidiana. |
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