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Canova

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VITA

Antonio Canova può essere considerato il maggiore interprete e il più importante scultore del Neoclassicismo e le sue opere ne riflettono infatti il gusto e gli ideali.

Antonio Canova nasce a Possagno nel 1757 da padre scalpellino, che muore quando Canova aveva quattro anni.

Essendo la madre passata a seconde nozze a Crespano, viene affidato al nonno Pasino, anche lui scalpellino, per cui questo contatto, sia visivo che tattile con la materia e gli strumenti dello scultore, favoriscono lo sviluppo delle sue attitudini e capacità creative. Sotto la sua guida Canova impara a sbozzare, squadrare, arrotondare pietre e marmo. La prima formazione del Canova avviene dunque sotto il segno di un rigoroso apprendimento artigianale del “mestiere”, ma la sua formazione sia sul piano umano che in quello delle scelte culturali, è ricca e complessa. Antonio Canova viene mandato ancora giovanissimo a studiare scultura a Venezia. Svolse i primi studi all’Accademia di Venezia dove cominciò a conoscere le opere antiche.

Nel 1779 si afferma già con un’opera importante, “Dedalo e Icaro”, e l’anno stesso va a Roma per studiare l’antico. E a Roma, nel 1799, lo raggiunse il fratellastro G.B. Sartori Canova, che gli farà da segretario e che diventerà suo erede. In questa città, centro antico e culturale molto vivace, Canova raggiunse presto la maturità.

A Roma infatti conobbe artisti, visitò chiese e monumenti, prese appunti, schizzi, si accostò ai nuovi ideali estetici neoclassici che non erano ancora penetrati nel mondo artistico veneziano. Il viaggio fu deciso per la sua evoluzione artistica e gli diede la possibilità di entrare in contatto sia con critici e teorici del movimento neoclassico, sia con un pubblico internazionale.

Prese conoscenza di non avere sufficiente cultura e perciò iniziò a studiare la mitologia, la letteratura e la storia. Fu subito apprezzato nell’ambiente romano e in seguito la sua fama si estese a livello europeo.

Fu assai apprezzato in Francia, in Austria e in Inghilterra. A lui si rivolgeva sia la ricca committenza romana che quella internazionale. Divenne l’artista preferito dalla famiglia Bonaparte e per eseguire veri ritratti andò più volte a Parigi.

Fu invitato anche in Russia dagli Zar. Ben quindici statue di marmo fatte da Canova si trovano al museo Hermitage, a San Pietroburgo. Ciò dimostra la grande notorietà dell’artista e l’enorme interesse che l’arte italiana suscitava presso le corti europee.

E fu proprio grazie al prestigio europeo di cui godeva che, dopo la caduta di Napoleone, Canova riuscì ad ottenere la restituzione delle opere d’arte che i francesi avevano portato via d’Italia.

Canova morì a Venezia nel 1822.


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