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LA CIVILTA’ EGIZIA

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EGITTO
COLLOCAZIONE GEOGRAFICA


Il nome Egitto deriva probabilmente da Hekaptah, il cui significato è “doppia casa del dio Ptah”.

Un’altra ipotesi fa derivare il nome Egitto da Agrep con cui gli antichi Egizi indicavano il dio del Nilo.

Il nome Egitto può essere stato attribuito a questa regione africana dagli antichi storici greci, i quali tradussero con la parola greca Aegyptos la parola egiziana Nesert che significava “landa sabbiosa”.


L’Egitto, situato nel nord-est del continente africano, è compreso tra il 32°e il 23° parallelo.
Si estende per 994.300 Kmq.
E’ bagnato a nord dal mare Mediterraneo, ad est dal mar Rosso, a sud confina con il Sudan, ad ovest con i promontori e il deserto libici.

Il Basso e l’Alto Egitto indicano rispettivamente la regione o zona del delta del Nilo e la stretta vallata che, costeggiando le sponde del Nilo, sorpassa la pianura di Gizeh e si inoltra fino ai confini meridionali del Sudan.


Nel Nord o Basso Egitto la terra è assai fertile, è una regione ricca di laghi e bacini naturali.


L’Egitto era dono del Nilo perché permetteva al terreno di essere fertile e quindi la coltivazione del grano si diffondeva nella valle.


Il Nilo costituiva il fondamentale mezzo di comunicazione e permetteva lo scambio delle merci con altri popoli.


Il Nilo per gli antichi Egizi, era la vita perché garantiva loro anche tre raccolti all’anno ed essi gli esprimevano gratitudine con inni e canti.




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Il Nilo è lungo 6500 Km ed è, dopo il Mississipi, il secondo maggiore fiume della terra. Nasce dai grandi laghi equatoriali e la sua portata aumenta da giugno a settembre.

Raggiunto il massimo livello, straripa dal suo alveo inondando i terreni limitrofi e compiendo in tal modo una naturale irrigazione. Le sue acque contengono un limo ricchissimo di sali e di elementi fertilizzanti che si depositano sulle terre inondate e rendono il terreno fertile. Questi terreni prendono il nome di Ray.


Per controllare l’andamento del livello del fiume, gli Egizi dovettero costruire argini e sbarramenti per lo sfruttamento delle piene.
Grazie a questo intervento artificiale, gli Egizi arrivarono a produrre quantità alimentari tali da garantire il fabbisogno interno e instaurare un importante commercio con altre civiltà.
Nei tempi antichi gli egizi costruirono inoltre dei nilometri ossia dei pozzi nel cui fondo entravano le acque del fiume e su una scala graduata scolpita nella parete si poteva leggere l’altezza raggiunta dal livello del fiume. In tal modo si poteva seguirne l’accrescimento, prevedere la data di straripamento e la sua entità.

Le province dell’antico Egitto prendevano il nome di Nomi.
Il numero totale dei Nomi sembra fosse 62.