Il bozzolo del baco da seta, dopo essere stato raccolto,
viene trattato in stufe riscaldate a 70° con vapore: in questo modo il baco
viene fatto morire prima che fori il bozzolo per uscire, rendendolo così inutile
per la produzione della seta.
Il bozzolo, per diventare seta, dovrà essere sottoposto a tre fasi di lavorazione:
TRATTURA o FILATURA: consiste nell'immergere
i bozzoli in acqua molto calda in modo tale da liberare i capofili per
attaccarli in gruppi di sei o di dodici ad un aspo che avvolgerà il filo così
ottenuto in una matassa, che, una volta asciutta diventerà una matassa di
seta greggia.
TORCITURA: questa fase consiste nel riunire
due o più fili torcendoli su se stessi in modo da rendere il filato più tenace
e adatto alle successive operazioni di tessitura. Dopo questa operazione si
ottiene l'organzino destinato all'ordito, cioè ai fili tesi verticalmente
sul telaio. Questi fili sono la parte più grossa e resistente di un tessuto.
SGOMMATURA: la seta è sottoposta ad un lavaggio in
acqua calda con soluzioni saponose per eliminare la sericina che rende
ruvida la seta e poco adatta alla colorazione.
CARICA: l'ultima fase, consiste nel trattare la seta
con sali minerali che compensano la perdita delle sostanze eliminate precedentemente.
In filanda la manodopera era affidata
principalmente alle donne che a seconda della mansione svolta assumevano il
nome di: