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LA FOTOGRAFIA

area expo

ESPERIENZE LABORATORIALI anno 2002-2003

LABORATORIO n 3 - LUCI E OMBRE

In quest'ultimo laboratorio fotografico abbiamo imparato diverse cose riguardo il rapporto tra fotografia e luce.
La professoressa Cortese e la professoressa Morchi ci hanno spiegato brevemente la teoria fotografica e poi siamo andati a metterla in pratica in vari modi: durante questo laboratorio, infatti, abbiamo fatto varie esperienze fotografiche, sia all'interno che all'esterno.

Ci siamo fotografati nel cortile della scuola, abbiamo cercato di cogliere coi nostri scatti l'arrivo della primavera e infine abbiamo fatto dei ritratti al buio con particolari effetti di luce e ombra.

All'inizio ci siamo messi a coppie, siamo andati in giardino e abbiamo fatto una foto al nostro compagno scegliendo lo sfondo opportuno e i luoghi dove erano i più bei contrasti di luce e ombre.
Le coppie, dopo aver scelto uno spazio verde (alberi, cespugli, sull'erba, ecc.) come sfondo per la propria foto, hanno iniziato a posizionarsi con la macchina fotografica e il treppiede, per inquadrare al meglio il proprio soggetto.

Insieme il 'soggetto' e il 'fotografo', hanno deciso quale fosse la miglior posizione per scattare la foto. I vari soggetti sono stati messi in diverse posizioni:
con una gamba appoggiata ad un albero;
in piedi con le mani incrociate;
appoggiati con la schiena ad un albero;
accovacciati...Dopo aver studiato l'effetto desiderato, il fotografo prendeva le giuste distanze dal soggetto, in modo da riprenderlo nel piano che riteneva più opportuno.
Successivamente il fotografo selezionava l'apertura del diaframma, il tempo di esposizione e focalizzava per bene l'immagine.
Infine, dopo che tutto era sistemato, scattava la foto.

Questa esperienza è andata avanti per altre tre lezioni, e, quando abbiamo finito di fotografare noi stessi tra la natura, è proseguita con il fotografare la natura fiorente.

Questa volta abbiamo fatto da soli, nel senso che noi abbiamo scelto il soggetto fotografico (piante, fiori ecc.) e ognuno ha fatto la foto, sempre con l'aiuto dell'insegnante, ma stavolta senza un compagno di lavoro. Le fotografie all'interno sono state fatte nella camera oscura, perché lì c'è l'attrezzatura necessaria per creare gli opportuni effetti di luce e ombra che volevamo studiare.
Gli alunni si sono messi d'accordo per farsi le fotografie tra loro, dopodiché le foto sono state scattate, tutte in primo piano e con lo sfondo nero.
In questo modo abbiamo creato un contrasto tra lo sfondo nero e il volto del soggetto illuminato.
Il risultato è stato sorprendente perché è stato quasi come operare un confronto tra il bene e il male, un mettere in risalto le parti nascoste del soggetto. E ritratti che, eseguiti alla luce naturale, erano tranquilli, qui diventavano inquietanti.Tra tutti quello più interessante è stato quello fatto a Lorenzo, che assume un'espressione quasi diabolica:

interessanti anche quelli fatti a Nicolò, che in queste foto sembra quasi dotato di una doppia personalità:

   

molto intenso appare anche il ritratto di Angelica:


Una delle attività svolte all'interno del laboratorio fotografico è stata la stampa del negativo fotografico in camera oscura da parte di noi ragazzi con l'aiuto della professoressa Cortese
Stampate alcune foto, ci siamo accorti che somigliavano ad alcuni famosi ritratti pittorici.
In particolare tre di queste ci hanno subito colpito:" Nel ritratto fotografico eseguito da Federica a Patrick, si nota la somiglianza tra lo sguardo del nostro compagno e quello del soggetto raffigurato nel quadro 'Ritratto d'uomo' di Antonello da Messina.

Patrick

Ritratto d'uomo, Antonello da Messina


La foto del nostro compagno Leonardo l'abbiamo associata all'opera di Pierre-Auguste Renoir La balançoire, per i simili effetti di luci ed ombre. Abbiamo infatti osservato che sul tronco dell'albero al quale era appoggiato Leonardo si ripetevano gli stessi effetti di luce del tronco dell'albero raffigurato in quest'opera impressionista. Anche la postura del nostro compagno.

Leonardo

La Balançoire


La terza opera che ci ha colpito è stata la foto scattata da Massimo a Federica. In questo ritratto salta all'occhio la somiglianza dei capelli tra quelli di Federica e quelli del pittore seicentesco Albrecht Dürer. La femminilità di questo pittore è evidente nel quadro Autoritratto con guanti, eseguito nei primi anni del seicento.

Federica

Albrecht Dürer


Dopo questa esperienza abbiamo cominciato a stampare le foto:
venivano accese delle luci inattiniche, luci particolari in grado di non impressionare la carta fotosensibile;
veniva inserito in un ingranditore uno speciale filtro per regolare il contrasto;
i negativi venivano inseriti nell'ingranditore che li proiettava sulla carta fotosensibile posta sulla base;
dopo aver fissato il tempo di esposizione, si avviava il timer e, trascorso il tempo necessario per impressionare la carta, questa veniva immersa nei tre bagni:
bagno di sviluppo
bagno di arresto
bagno di fissaggio

Alla fine le foto venivano lavate sotto acqua corrente e stese ad asciugare.