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| France
Artistique | mostra scandalo | tavola
rotonda | Degas | Renoir
& Pissarro | Sisley & Monet | |
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Abbiamo organizzato
una tavola rotonda Alessandro Trevisan e Laura De Faveri
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Moderatore:
Ringrazio i presenti e prego i critici di intervenire rimanendo nei limiti
di tempo prefissati. Diamo la parola al sig. Stefan, pregandolo di spiegarci
cosa lo scandalizza tanto nei quadri degli impressionisti . Sig. Stefan: Gli impressionisti non rispettano gli insegnamenti accademici, i loro dipinti non sono finiti, ma solo tentativi appena abbozzati. E' una vergogna presentare simili lavori e pretendere di chiamarli pittura! ( pubblico: E' vero, è una vergogna!) Sig. Dumar: Sì, forse si può pensare che sia così, ma non si può continuare a rappresentare la natura in modo statico: la natura e la realtà cambiano in continuazione, perché l'uomo filtra ciò che vede attraverso se stesso. E oggi, nel secolo delle innovazioni tecnologiche, l'uomo ha occhi completamente diversi. Sig. Stefan: Sì... Le ombre sono colorate...sono blu, vero? Nella realtà sono grigie o nere e così devono essere dipinte! Sig. Dumar: Certo, ci insegnano a vederle grigie o nere. Ma usiamo gli occhi, per piacere! Lei non ha mai visto sulla neve le ombre azzurre? Nei quadri degli impressionisti le ombre sono colorate perché loro così le hanno viste. E se stiamo attenti, le vediamo anche noi. Se le ombre non fossero dipinte con i colori, non rispetterebbero il punto di vista dell'osservatore. Sig. Stefan: Va bene, tralasciamo le ombre, prendiamo in esame le forme e le figure umane. Sono poco dettagliate, fatte con poche pennellate: è per rispettare il modo di vedere di un miope? Oppure le forme non sono definite e non ci sono contorni perché i pittori impressionisti dipingono per rappresentare il modo di vedere di un ubriaco? (Pubblico, tra grandi risate: Stefan, hai ragione, qui ci stanno prendendo in giro...) Sig. Dumar: Ma come fate a non capire! Loro non tracciano linee perché la linea non esiste, serve solo per bloccare la percezione della forma. Con il disegno non riuscirebbero a catturare la luce e il motivo è molto semplice: la luce del giorno non è sempre la stessa, cambia e quindi va colta nel momento, senza perder tempo nel definire i particolari che cambiano in continuazione. (Pubblico: Buffoni! Quando vi fa comodo dite che è per rendere il punto di vista, poi dite che è per la luce... andate a nascondervi invece di dar fastidio agli artisti seri! Buffoni, chi non sa dipingere è meglio che si dia all'ippica.) |
Moderatore:
prego il pubblico di mantenere la calma e di non usare termini volgari.
Siamo qui per sentire il punto di vista dei critici, non per offendere nessuno Sig. Stefan: Il moderatore ha ragione, ma come fare a non concordare con il rispettabile pubblico? Nei dipinti degli impressionisti non c'è minima traccia di disegno prospettico, l'inquadratura è molto vaga e lascia proprio a desiderare. Sig. Dumar: Ma se l'inquadratura degli impressionisti è quanto hanno di più innovativo, ripreso dalle nuove tecniche fotografiche! Non si può accettare una simile miopia. Sig. Stefan: Sì, ora bisogna accettare anche mezzi busti, mani che rimangono fuori dal quadro... è moderno! ( il pubblico ride) Ma parliamo di altro... Guardiamo Il soggetto: una banalità estrema! Non so come facciano a scegliere dei soggetti così privi di senso: la natura, i paesaggi... tutte cose che non lasciano un posto importante alla figura umana, che dovrebbe avere sempre il massimo risalto. Ma forse gli impressionisti preferiscono che i ritratti li facciano i loro amici fotografi... Sig. Dumar: I pittori impressionisti sono liberi di rappresentare i soggetti che più gli piacciono, perché dipingono ciò che vogliono a differenza degli accademici che sono obbligati a scegliere e a trattare il soggetto richiesto dal maestro e dal committente. Sig.Stefan: E per finire, i loro soggetti sono facili da eseguire. Sig. Dumar: Ti sbagli, gli impressionisti si sono impegnati molto nell'affinare la propria tecnica Pubblico: Tecnica? Ma ci state prendendo in giro. Basta!!! Il resto della serata lo potete leggere sulla cronaca parigina di Le Figaro. |