Intervista a Claude Monet
Signor Monet, ci parli della sua infanzia e della
sua passione per l'arte.
Sono nato a Parigi nel 1840 ma ho trascorso l'infanzia a Le Havre
sulla costa normanna, dove la mia famiglia si trasferì nel 1845. Ho manifestato
molto presto una spiccata predisposizione per il disegno e l'arte in generale.
I miei parenti e i miei amici si divertivano molto alle caricature che
io facevo di loro.
Quali studi ha seguito?
Nel 1859 mi trasferii a Parigi dove ho frequentato l'Accademia e dove
ho conosciuto Pissarro. A Le Havre ho incontrato Boudin che mi ha indirizzato
verso la pittura "en plain air. Mi sono allontanato dalla capitale
per il servizio militare, che ho prestato in Algeria. Sono tornato
nel 1862 di nuovo a Le Havre, dove ho conosciuto Jongkind, un pittore
olandese, che dipingeva con pennellate di colori chiari e luminosi: è
a lui che devo l'educazione ultima del mio occhio.
Quali sono i sui soggetti preferiti?
Amo dipingere l'acqua, la natura, tutto ciò che mi permette di catturare
i riflessi della luce nelle sue varie forme. Mi piacciono molto i laghi,
i fiumi e il mare.
Potrebbe definirci con parole semplici
cosa intende per nuova pittura?
E' l'abolizione del disegno.
E' lo studio del colore e della luce, la cui azione modifica continuamente
l'aspetto delle cose e del colore.
I colori puri e luminosi sono i protagonisti del dipinto e anche le ombre
sono colorate, perché vi è un cambiamento continuo dei riflessi, delle
luci, delle ombre.
Francesco Pegoraro, Marina Guarise
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