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La civiltą dei Maya |
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RELIGIONE
Le credenze religiose dei Maya ci sono note grazie a fonti di varia natura: reperti archeologici, codici, libri e documenti.
Tra le fonti assumono un ruolo di rilievo tre preziosi codici in carta vegetale:
Codex Peresianus (Parigi)
Codex Dresdensin (Dresda)
Codex Tro-Cortesianus (Madrid),
unici superstiti di una copiosa produzione distrutta dagli spagnoli, che li consideravano trattati di stregoneria, questi testi sono vergati nell'antica scrittura geroglifica.
Gli dei erano solitamente intesi sotto un duplice aspetto, benevolo o malevolo, e c'era l'esigenza di conquistarne il favore per mezzo di preghiere, digiuni e offerte.
Il
posto principale spettava al dio solare Itzamna,
mentre ai quattro punti cardinali si collocavano i Chac,
divinità della pioggia, e i quattro Bacab,
assistenti del sole; sposa di Itzamna era Ixchen,
dea della luna, divinità tutelare del parto
e della tessitura; di notevole importanza era il dio della
morte, raffigurato sotto forma di scheletro e il
dio del mais, rappresentato sovente sotto forma di un bel giovane.
Il culto del serpente piumato, esso appare solo
nell'alto periodo della civiltà Maya.