![]() |
I Vulcani |
|
expo
> i vulcani |
||
|
|
L'ultima
eruzione è del 1831. E' un vulcano sottomarino posto nel
braccio di mare che divide Sciacca da Pantelleria che,
esplodendo, causerebbe un maremoto. |
|---|
L'isola
Ferdinandea potrebbe emergere da un momento all'altro dalle acque
siciliane.
E'
quanto sostiene Marco Merola sul Venerdì di Repubblica di
oggi:
[...]
La
speranza e' di poter assistere in diretta alla riemersione della
Ferdinandea.
Un evento verificatosi per l'ultima volta
nel 1831, quando l'isola mise il suo naso rovente fuori dall'acqua
per appena 5 mesi.
A bordo della motovedetta Mazzinghi della
Capitaneria di Porto di Palermo, insieme al sub della Lega Navale di
Sciacca, oggi ci sono inglesi e francesi, alcuni dei quali, sfidando
l'ira dei siciliani, hanno portato con se' i loro vessilli nazionali
da piantare sul cono sommerso: quasi a voler ripetere le gesta dei
loro antenati, che avevano scatenato una mai risolta bagarre
diplomatica per imporre il proprio dominio su questo pezzetto di
terra e sabbia infuocate.
La Ferdinandea e' un mito tornato
di attualita', da quando Enzo Boschi, direttore dell'Istituto
Nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ne ha pronosticato
l'imminente ricomparsa.
In realta', oggi sulla Ferdinandea (o
Graham, come la chiamo' l'ammiraglio inglese Senhouse, in onore di
Sir Graham, primo Lord dell'ammiraglio inglese, o ancora Julie,
vezzoso nome datole da due studiosi francesi, in omaggio al mese
della sua apparizione, luglio) non si fanno molti controlli: l'unico
sismografo della zona (collocato a Pantelleria dall'Istituto Ettore
Maiorana di Erice) e' ormai fuori uso.
[...]
Ma
come sta davvero la Ferdinandea? E cosa succederebbe nel caso
decidesse di svegliarsi?
Qualcosa di molto simile, pare,
a quello che e' successo a Stromboli.
Per
essere certi della ripresa dell'attivita' vulcanica
dovremmo registrare:
i tipici "sciami" di
scosse sismiche,
l'aumento dell'attivita' gassosa
e la
mutata composizione chimica della lava.
Ma questi
segnali devono manifestarsi contemporaneamente, dice Silvio
Rotolo, un ricercatore dell'Universita' di Palermo che sta studiando
proprio le rocce basaltiche provenienti dall'atollo sommerso.
Finora
a Ferdinandea non e' stato registrato nulla di tutto questo.
E il fatto che l'isola stia risalendo (negli ultimi tre anni e' passata da -8 metri di profondita' a -5,70) non rientra tra i parametri-spia.
In
ogni caso, se la Ferdinandea emettesse anche una sola goccia di
magma succederebbe il pandemonio.
Tutto sotto controllo,
dunque.
Ma l'isola cara a Re Ferdinando II di Borbone, resta pericolosa, ancorata com'e' a 190 metri di profondita', proprio al di sotto del braccio di mare che separa Sciacca da Pantelleria.
Sono
venti milioni di anni che tutta la zona e' sottoposta a
grandi tensioni, dovute al continuo scontro tra due grandi
placche continentali, quella nordafricana e quella euroasiatica, che
proprio nel canale di Sicilia hanno la loro cerniera, dice Rotolo.
In
quel punto la crosta terrestre e' molto sottile e favorisce la
fuoriuscita di magmi.
La Ferdinandea, poi, si trova
proprio in corrispondenza di una spaccatura della crosta,
attraverso la quale il magma risale dal mantello, e da li' pesca
lava, attraverso un canale lungo circa 25 chilometri.
Inoltre,
al contrario dell'Etna, non c'e' una camera in cui il magma si
accumula prima dell'eruzione.
[...]
Dopo
l'Etna e lo Stromboli potrebbe essere la volta della
Ferdinandea.
E c'e' gia' chi, vista l'aria che tira,
pensa di tenere sotto stretta sorveglianza anche il Marsili,
una montagna
sottomarina alta 3000 metri, a meta' strada tra
Cefalu' e Salerno.
E' il piu' grande vulcano d'Europa e il
suo risveglio potrebbe provocare un'onda anomala dagli esiti
catastrofici su tutto il Tirreno.
Marco
Merola, sta in Il Venerdi di Repubblica, 10 gennaio 2002